Sugar Glider Italia

Chi sono io

CHI SONO

Mi chiamo Alan e sono nato in Città del Messico nel 1974. Attualmente, svolgo la professione di fotografo.

Fin da bambino, ho manifestato un vivo interesse per il mondo animale e ho avuto diverse esperienze con cani, scoiattoli, furetti, cavie peruviane, criceti e conigli.

Dopo numerosi anni di ricerche, ho finalmente scoperto il petauro dello zucchero. Dal 2019, sono il fortunato genitore di 19 esemplari. Prima di acquisire Snatch e Dumbbell, i primi due piccoli, mi sono documentato per circa un anno. La ricerca, comprese per lo più studi provenienti dall’estero, mi ha aperto gli occhi su un mondo ancora ampio da esplorare.

Condivido tutte le mie conoscenze e ricerche attraverso un gruppo su Facebook e ora anche su questo sito, nella speranza di aiutare coloro che si innamoreranno di questo piccolo e singolare marsupiale oceanico.

Per seguire le avventure della mia SugarGliderFamily, potete visitare il loro profilo Instagram @ThePasottis o condividere le vostre fotografie sul profilo Instagram del sito @SugarGliderItalia.

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Interviste

“Cura e Benessere del Petauro dello Zucchero: Un dialogo esperto con il Veterinario Fabio Gnali sulla Castrazione del petauro maschio”

Il Dott. Fabio Gnali mi ha concesso  questa intervista informativa, esploreremo il delicato mondo della castrazione nel petauro dello zucchero.

Affronteremo domande sui benefici per la salute e le considerazioni particolari legate al benessere del petauro maschio.

Alan: Fabio perché castrare il maschio e non sterilizzare la femmina?
Fabio: Si castra il maschio per un discorso di praticità da un punto di vista chirurgico, l’intervento nella femmina è molto complesso, mentre gli organi maschili sono più facilmente raggiungibili.

Alan: La castrazione evita eventuali patologie?
Fabio: La castrazione evita alcune patologie a carico del testicolo, come ad esempio patologie tumorali, ma anche patologie legate al comportamento dei maschi, come aggressioni tra i vari soggetti e ovviamente le gravidanze indesiderate.

Alan: Con la castrazione maschi irrequieti o aggressivi si calmano?
Fabio: La castrazione non è l’unica soluzione di tutti i mali nel caso di soggetti aggressivi.
Se un animale è stato mal gestito e ha delle patologie comportamentali, la castrazione può aiutare perché toglie la componente di natura sessuale, ma se il soggetto ha subito dei traumi o ha subito delle condizioni di vita tali che hanno alterato il suo comportamento, è possibile che, nonostante la castrazione, l’animale continui ad avere alcuni atteggiamenti magari patologici.

Alan: Con la castrazione l’odore e la calva spariscono, spiegaci il motivo.
Fabio: Si tratta di situazioni che dipendono dalla componente ormonale, quindi togliendo il testosterone alcune ghiandole corporee (responsabili dell’odore tipico di questi soggetti) perdono la loro funzionalità o comunque riducono notevolmente l’emissione di odore e, allo stesso modo, la calva prevede la ricrescita del pelo proprio perché è un effetto secondario legato alla sessualità del maschio.

Alan: A quanti mesi consigli di castrare il maschio? E quale peso deve avere in media?
Fabio: Questa è una valutazione che deve effettuare il proprio veterinario e dipende anche dalle situazioni di vita in cui si trova il soggetto. Ovviamente se un soggetto vive in un gruppo, il rischio di gravidanze indesiderate è maggiore. Calcolando che più o meno la maturità sessuale è attorno ai 12 mesi, ma le femmine spesso anticipano fino all’ottavo, il maschio può essere sterilizzato anche intorno ai 6/7 mesi (valori variabili).
Per quanto riguarda il soggetto che vive da solo, anche se la cosa non è auspicabile, si può anche aspettare di più e arrivare al settimo o ottavo mese.
Sul discorso del peso, purtroppo non abbiamo dei valori fissi. E’ molto variabile dalla taglia del singolo soggetto e spetterà al veterinario valutare lo stato di nutrizione dell’animale e capire se il soggetto è in grado o meno di affrontare un intervento chirurgico.

Alan: Castrare un maschio adulto o anziano può avere complicazioni rispetto ad un soggetto più giovane?
Fabio: Dal punto di vista tecnico l’intervento è lo stesso, i tempi di ripresa possono però dipendere da alcune patologie sottostanti. Quando parliamo di un soggetto adulto che magari ha anche delle patologie che noi non conosciamo (es: problematiche epatiche, renali), la metabolizzazione dell’anestesia e comunque la gestione del periodo post chirurgico può essere diversa rispetto un soggetto più giovane.

Conclusioni:
La castrazione nel petauro dello zucchero è un intervento relativamente facile ma con diverse considerazioni. Le risposte del Dott. Fabio forniscono chiarezza su vari aspetti, ma la consulenza veterinaria rimane fondamentale per decisioni personalizzate.

Intervista ad Alessia Imperatore, veterinario 2022

Alessia si laurea il 2 Marzo del 2017 presso la facoltà di Medicina Veterinaria “Federico II” di Napoli con una tesi sperimentale in malattie infettive. Fin da studentessa mostra interesse e passione per la  medicina degli animali non convenzionali seguendo il modulo professionalizzante in “Animali Esotici e Fauna Selvatica”. Socio Sivae (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici) dal 2014. È relatrice dì congressi internazionali. Nel 2018, entra a far parte dello Staff del Centro Veterinario Specialistico di Roma diretto dal Dr. Paolo Selleri, diplomato europeo. Attualmente è responsabile del reparto di medicina e chirurgia degli animali esotici della clinica Checkupvet di Salerno e collabora con il CVS di Roma

 

Alan: I petauri in visita presso i centri medici dove operi, quali patologie riscontrano?

Alessia: Mi capita frequentemente di visitare petauri che hanno subito dei traumi, inferti talvolta da conspecifici, altre volte causati da un habitat non idoneo. Talvolta mi arrivano in shock con ipoglicemia, ipocalcemia e ipotermia per carenze nutrizionali o patologie metaboliche. Ma possono presentare anche patologie dentali, ascessi, neoplasie.

Alan: Età media dei pazienti? (petauri)

Alessia: In genere visito animali molto giovani, 3-4 anni.

Alan: In Italia da qualche anno stanno prendendo piede diverse proposte alimentari rispetto a quella conosciuta nel nostro paese (dieta tradizionale o fresh diet), ad esempio la dieta naturale SGS2, cosa ne pensi?

Alessia: La considero una dieta molto valida. Innanzitutto è la soluzione ideale per chi non vuole o non è in grado di allevare correttamente gli insetti da pasto. Inoltre, mixare tutti gli ingredienti è utile ad evitare l’innato comportamento di selezione alimentare e di conseguenza si evita di causare sovradosaggi di certe sostanze e carenze di altre. Tutti gli ingredienti sono bilanciati, facili da reperire, rispettano la stagionalità, e soddisfano i fabbisogni della specie. Può sembrare complicata da replicare per un proprietario alle prime armi ma con un po’ di buona volontà in realtà è molto più semplice di quel che sembra. Forse è più complicato spiegare come si fa che farla direttamente, ma comunque ci sono tante fonti d’aiuto sul web a cui il proprietario può attingere anche in maniera autonoma.

Alan: Dieta tradizionale (fresh diet) cosa ne pensi del fatto che la dose di integratori quali il calcio, l’acacia, il polline non abbiano dosaggi precisi, così come anche il fatto che il petauro selezioni il cibo al momento di mangiare?

Alessia: Si sa, se lasciamo ai petauri la scelta di cosa mangiare offrendogli frutta, verdura e insetti probabilmente la frutta e gli insetti saranno le pietanze favorite a discapito delle verdure e questo potrebbe causare chiaramente degli squilibri. Per ovviare a questo problema si può comunque decidere di frullare i tre elementi. Per quanto riguarda le integrazioni, sicuramente non è il massimo ma è anche vero che non abbiamo molti dati scientifici per effettuare integrazioni matematicamente perfette.

La cosa più importante di questa dieta è la salubrità degli insetti, talvolta veicolo di parassitosi, o fonte inefficiente di calcio. Per cui mi sento di consigliare a chi decide di seguire questa alimentazione di documentarsi sull’allevamento corretto degli insetti e di non trascurare l’integrazione di calcio soprattutto.

Alan: Altre diete, come ad esempio TPG, BML, GoHPW, cosa ne pensi? 

Alessia: I petauri dello zucchero sono marsupiali arboricoli notturni onnivori che si nutrono di una varietà di polpa di piante e insetti e di artropodi, con una dieta naturale dipendente dalle caratteristiche dell’habitat e dalla stagione. Numerosi siti web forniscono informazioni sulle diete del petauro dello zucchero sebbene al momento non siano disponibili informazioni pubblicate sull’assunzione o sull’uso di questi prodotti. Tuttavia credo che la chiave per il successo di una buona dieta sia quello di garantire un adeguato rapporto calcio/fosforo poiché è stata segnalata una carenza di calcio che porta alla tetania. Le carenze sono state collegate a diete ricche di frutta e insetti, alimenti preferiti che possono però essere scarse fonti di calcio; quindi, qualsiasi dieta si decida di fornire al proprio petauro questo minerale deve essere integrato.

Intervista a Kiumars Khadivi-Dinboli, veterinario. 2022

Nato ad Aschaffenburg (Germania) il 15-05-1966, sposato, 2 figli. Ha origini persiane, ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza tra la Germania e l’Iran, dove è nata la sua passione per i rettili e gli animali esotici. Laureato in medicina veterinaria presso l’Università degli studi di Milano nel 1997 con una tesi di laurea su “l’osteodistrofia fibrosa dell’iguana iguana”. Ha acquisito l’abilitazione per svolgere l’attività di medico veterinario sia in Italia (1997) che in Germania (1997). Ha partecipato al progetto Erasmus, con  tirocinio pratico presso la Facoltà Universitaria Veterinaria di Hannover con approfondimento in medicina e chirurgia di animali da compagnia ed esotici, cavalli, bovini, ginecologia dei bovini, anatomia patologica, autopsia anche con riferimento ad animali esotici e selvatici e diagnosi istologica e citologica.

 

Alan: L’alimentazione corretta è l’ABC del benessere per  ogni animale. Quanto una dieta completa e ben bilanciata influisce sullo stato psicofisico?

Kiumars: Tutte le diete devono fornire agli animali un completo e corretto apporto nutrizionale. Lo stato di salute sia psichico che naturalmente fisico dipendono dall’alimentazione, escludendo patologie non legate ad esso.

Alan: Diete mixate come ad esempio la dieta naturale SGS2, TPG o BML fra le più conosciute vs dieta tradizionale (fresh diet). Il tuo parere?

Kiumars: Sono tutte valide soluzioni, una dieta non esclude l’altra. Aiutare l’animale a non selezionare cosa mangiare è un ottima soluzione per apportare il nutrimento completo senza doversi preoccupare. La dieta tradizionale (fresh diet) è tuttavia la prima soluzione per chi si avvicina a questo animale.

Alan: Suggerimenti per una corretta gestione della dieta tradizionale (fresh diet)?

Kiumars: La dieta tradizionale (fresh diet) è piuttosto variegata, il segreto è utilizzare frutta e verdura di stagione variandola quanto più possibile. La fonte proteica è a base insettivora, le proteine come ad esempio il pollame risulta essere più pesante da digerire. Come insetti prediligo grilli, locuste, lombrichi, eventualmente blatte e bachi da seta. Camole della farina e caimani sono un ripiego dato il loro altissimo contenuto di fosforo. I grilli con diarrea possono provocare disturbi gastrointestinali. Tutte le prede offerte all’animale devono essere in buona salute e ben nutriti.

Gli insetti vanno cosparsi di calcio prima di essere offerti in pasto.

In natura mangiano una piccola quantità di rettili, volatili e piccoli mammiferi, perciò occasionalmente si possono offrire qualcosa tipo pinky o piccoli pezzi di carne di volatili anche se è da prediligere insetti come fonte proteico animale seguendo la dieta tradizionale (fresh diet).

Alan: Hai menzionato il calcio per riequilibrare il divario 

calcio:fosforo presente negli insetti, la dose corretta di calcio da somministrare quotidianamente?

Kiumars: 100 mg/kg di calcio è dose terapeutico, non mi risulta che ci sia un dosaggio di calcio in mg/kg per il normale fabbisogno dell’animale, soprattutto perché dipende da diversi fattori il fabbisogno del calcio

dell’animale), dobbiamo prendere in considerazione il fatto che nella dieta tradizionale (fresh diet) gli animali selezionano il cibo, pensare che 1mg sia sufficiente può essere un rischio.  Consiglio di cospargere sempre gli insetti con una dose sufficiente a ricoprirli.

Alan: In che misura possiamo offrire frutta e verdura?
Kiumars: Per ottenere un buon equilibrio fra i due alimenti, possiamo offrire un rapporto di 2:2 sta a dire per ogni due frutti, offriremo due verdure.

Alan: Capita spesso, con questa precisa alimentazione che i petauri escludano del tutto le verdure che però hanno spesso un maggiore valore nutrizionale, consigli per far mangiare ciò che offriamo?

Kiumars: La selezione alimentare è un problema comune che può essere ovviato offrendo prima le verdure, successivamente la frutta e solo per ultimo le proteine (insetti).

Alan: Utilizzo di alimenti integratori come acacia, polline in polvere o high protein supplement. Dosi e somministrazione?

Kiumars: Per ottenere il miglior risultato da una corretta alimentazione, tutti gli alimenti e chiaramente gli integratori vanno somministrati quotidianamente. Per la dose, come detto prima, avendo a disposizione una varia scelta, è meglio abbondare (senza esagerare), cospargendo frutta e verdura.

Alan: Nella dieta naturale SGS2, viene usata come proteina opzionale anche l’alga spirulina, cosa ne pensi? potrebbe essere utilizzata anche per la dieta tradizionale?

Kiumars: Non ero a conoscenza del suo utilizzo nella dieta SGS2, è un ottimo alimento, presenta proprietà proteiche alte ed è sicuramente una fonte sana. Si, potrebbe essere usata anche nella dieta tradizionale, andrei cauto con la dose, una spolverata molto leggera dato il suo alto valore proteico.

Alan: Capita di leggere che le diete mixate, sono portatrici di patologie dentali. Quali, secondo la tua esperienza sono le reali cause di questo problema?
Kiumars: i problemi dentali per lo più sono stati diagnosticati a causa da un infezione batterica che si è crea a causa di  osteoporosi da ipocalcemia. La tipologia di dieta influisce sulla formazione del tartaro come anche malformazioni e tipo di masticazione è soggettiva.

Alan: Assorbimento del calcio, quali consigli puoi dare a chi legge questa intervista?

Kiumars: L’assorbimento del calcio in un animale notturno è un argomento complesso. Il calcio si assorbe attraverso la sinterizzazione della vitamina D che si attiva con l’esposizione ai raggi UV-B. Un valido supporto a questa funzione non potendo esporre i petauri ai raggi solari diretti (si sono riscontrati danni irreversibili alla retina) è l’utilizzo di lampade a raggi UV-B da posizionare sopra il nido, raggi che non colpiscano direttamente l’animale ma che filtrati da altre superfici, come ad esempio del fogliame finto, aiuti l’animale a ricevere una dose sufficiente per mettere in funzione il meccanismo di assorbimento del calcio.

Alan: Grazie per il contributo e per la disponibilità

Intervista a Alastair Norington, proprietario USA. 2022

ALAN: Alastair, raccontaci qualcosa di te.

ALASTAIR: Ciao a tutti, mi chiamo Alastair, ho 50 anni, vivo negli Stati Uniti, lavoro per un’azienda che vende materiali edili. Mia moglie ed io abbiamo 2 colonie, 9 in totale. Sono con noi da oltre 6 anni. Inizialmente, mia moglie ne comprò uno da un allevatore e all’epoca non ne ero molto contento, ora ne abbiamo altri 8 e fanno tutti parte della famiglia, li amiamo molto.

ALAN: Com’è nata la passione per questo animale?

ALASTAIR: La mia passione non è mai nata tecnicamente. Mia moglie ne aveva comprato uno senza il mio permesso e non ero contento. Ci sono volute diverse settimane ma finalmente Trixi ha iniziato a sciogliermi il cuore e prima che me ne rendessi conto ero innamorato!

ALAN: Attualmente, che dieta seguono i tuoi petauri?

ALASTAIR: All’inizio non sapevamo molto sull’alimentazione, quindi si trattava principalmente di offrire frutta, verdura e crocchette secche. Dopo i primi anni, abbiamo scoperto molti gruppi dedicati ai petauri su Facebook. Abbiamo imparato molto, da allora e abbiamo migliorato il modo in cui ci prendiamo cura di loro. Attualmente li alimentiamo la dieta SGS2 ma in precedenza abbiamo seguito la dieta TPG. La TPG diet è una buona soluzione ma sfortunatamente abbiamo capito che con la quantità di purea di mele richiesta per la ricetta c’era troppo zucchero nel cibo e gli animali selezionavano quello che volevano e lasciavano gli ingredienti rimanenti. Non era possibile capire quali esemplari ricevessero tutti i nutrienti necessari, quindi siamo passati alla dieta SGS2. Riguardo la Fresh diet penso che sia un’ottima soluzione aggiuntiva fornita a intervalli per consentire agli animali la possibilità di mangiare qualcosa di diverso rispetto alla dieta quotidiana senza perdersi nella complessità dei sapori. Mangeranno quello che gli piace, il che significa che se non c’è qualcosa disponibile che normalmente usi nella ricetta della SGS2 diet o nel solito programma alimentare, avrai un sostituto per fornire il nutrimento necessario. Il possibile aspetto negativo della fresh diet è che ne mangiano pochissimo o niente, ma la varietà è la chiave per vedere cosa gli piace e cosa no. Soprattutto, sii consapevole dei possibili effetti negativi di alcune verdure. Broccoli e cavolfiori possono causare gas e gonfiore e alcune verdure a foglia verde contengono ossalati che possono ostacolare l’assorbimento del calcio (motivo per cui è importante seguire le diete della ricetta base con vitamine e minerali approvati).

Per quanto riguarda le gabbie, vorrei aggiungere. “Gli alianti hanno bisogno di spazio per muoversi, correre, saltare e planare. Colonie più grandi hanno bisogno di gabbie/voliere più grandi per fare queste cose. Spero di avere anche gabbie più grandi di quelle che ho attualmente in futuro. Aggiorna quando sarai finanziariamente in grado. Guarda in giro online per eventuali offerte o offerte gratuite. Ci sono anche progetti e piani che utilizzano pvc e rete su Internet che costano molto meno rispetto all’acquisto di enormi gabbie.

ALAN: Che grandezza hanno le tue voliere?

ALASTAIR: Ne abbiamo 2 voliere separate per le nostre 2 colonie.

Credo che siano simili alla gabbia per uccelli in stile Madagascar.
Soprattutto, bisogna essere consapevoli dei possibili effetti negativi di alcune verdure quando si offre la fresh diet. Broccoli e cavolfiori possono causare gas e gonfiore e alcune verdure a foglia verde contengono ossalati che possono ostacolare l’assorbimento del calcio (motivo per cui è importante seguire le diete della ricetta base con vitamine e minerali approvati).

ALAN: Che grandezza hanno le tue voliere?

ALASTAIR: Abbiamo 2 voliere separate per le nostre 2 colonie. Credo che siano simili alla gabbia per uccelli in stile Madagascar. I petauri dello zucchero hanno bisogno di spazio per muoversi, correre, saltare e planare. Colonie più grandi hanno bisogno di voliere più grandi per fare queste cose. Spero di avere anche io delle voliere più grandi di quelle che ho attualmente in futuro.

ALAN: Hai qualche consiglio per la corretta gestione di questo animale?

ALASTAIR: Per quanto riguarda la corretta gestione, direi che, prima di tutto, essendo animali esotici, sarebbe il caso di avere un fondo economico per eventuali cure mediche, sono molto costose. In secondo luogo, prima di acquistarli, assicurarsi di avere un veterinario (specializzato in esotici) che abbia familiarità con i petauri, che abbia familiarità con loro e abbia curato malattie e lesioni in passato.

Assicurarsi anche di avere una clinica di emergenza per i fine settimana e nei giorni festivi se se ne ha bisogno e il veterinario regolare è chiuso. Infine, trovare una dieta che dia loro tutti i nutrienti adeguati di cui i loro piccoli corpi hanno bisogno. Non si può semplicemente dare loro da mangiare quello che si vuole. Ho elencato queste 3 cose extra perché personalmente credo che siano alcune delle cose più importanti da considerare prima di comprare degli animali. Anche i giocattoli, le borse e le gabbie sono importanti, ma queste sono le cose facili da capire.

Gli animali non sono prodotti usa e getta e sono impegni per tutta la vita. Dovrebbero ricevere le migliori cure come sarebbe per qualsiasi membro della famiglia. Ti rubano il cuore due volte. Il giorno in cui entrano nella tua vita e il giorno in cui lasciano questa vita.  Diamo loro il meglio.

ALAN: Grazie per il tempo che mi hai dedicato.

ALASTAIR: Grazie a te

Intervista a Stefano Figurella, veterinario e alimentarista. 2020

Alan: Stefano, raccontaci di te

Stefano: Sono Stefano Figurella ho 48 anni e sono un veterinario di Reggio Emilia, mi occupo di animali esotici in particolare uccelli ornamentali. Ho perseguito la laurea in Medicina Veterinaria a Parma, dopo l’esame di stato ho effettuato un tirocinio presso una clinica milanese specializzata nella cura di animali esotici (Clinica Fiera). Dal 2000 ho seguito l’aspetto sanitario e gestionale di diversi allevamenti, parchi faunistici ed importatori di animali esotici.

Alan: Da quanti anni di dedichi alla ricerca alimentare?

Stefano: Più o meno dalla stessa data ho iniziato gli studi e l’approfondimento della tecnica alimentare e lo studio dei fabbisogni nutrizionali delle principali specie di animali che mi trovavo a seguire.

Alan: Sei specializzato in animali esotici, perché questa scelta?

Stefano: La scelta di occuparmi di animali esotici fu una scelta “obbligata”, negli anni ’80 tra Reggio e Modena erano presenti numerosi commercianti, importatori e piccoli zoo ove era possibile acquistare di tutto… Il mio povero Padre assecondava (in modo “forse” esagerato) i desideri di suo figlio, pensa che per l’esame di terza media mi regalò un baby leopardo (all’epoca venivano venduti a fotografi senza scrupoli per la barbara pratica di fare la stagione in riviera fotografando i turisti con leoncini o scimpanzé). Noi tenemmo Ara per 16 anni. Poi accanto ad innumerevoli coppie di pappagalli possedevo procioni, volpi artiche e diverse tartarughe azzannatrici. Alcuni di questi animali poi vennero inclusi nella lista nera degli animali pericolosi e vietati nel decreto ministeriale del ’96.

Alan: In base alla tua esperienza e ricerche, cosa che ne pensi della dieta alimentare a base di frutta, verdura e insetti con l’aggiunta del calcio?

Stefano: La dieta tradizionale con frutta, verdura ed insetti più l’aggiunta di calcio per quanto sia “accattivante” da un punto di vista dell’aspetto psicologico del petauro espone lo stesso a rischi di deficit o eccessi di nutrienti nel medio lungo periodo. Questo in quanto i valori nutrizionali medi della razione che somministriamo non sono ben definibili anche con calcoli accurati, gli ingredienti hanno diversa composizione in termini di proteine, grassi, ecc. ecc. e soprattutto diverso contenuto idrico. Per un calcolo corretto dal quale si può ricavare ad esempio il contenuto proteico occorre riportare tutto al valore della sostanza secca…lo so che è complicato ma voglio farvi un esempio chiarificatore se aggiungiamo 5 grammi di carbonato di calcio su di una mela di 250 grammi ci pare una spolverata…ma in realtà la mela contiene 90 % di acqua, quindi in realtà 25 grammi di sostanza secca; 5 grammi di carbonato di calcio su 25 grammi sono il 10% una quantità eccessiva che può provocare problemi sempre a lungo termine.

Inoltre altro aspetto condizionante è che i petauri non sono “telecomandati” ma mangeranno gli alimenti a loro più graditi e scarteranno gli altri che ho fornito o se presenti più soggetti vi sarà una così detta dieta gerarchica (il dominante mangia il cibo più goloso a scapito del subordinato) che porta a squilibri. Il pensare che lui si sappia regolare e capisca quale alimento gli fa bene e quale no (in proporzione) è un’ utopia che come ben sapete non funziona neppure nell’homo sapiens solo che noi abbiamo un metabolismo lento ed i nodi vengono al pettine dopo decenni. Capite che è molto difficile far quadrare i conti anche più accurati.

Alan: Recentemente ti ho inviato il materiale della dieta SGS2 creata da Marie Bannister, qual’è la tua opinione?

Stefano: La dieta SGS2 è a mio parere un tentativo, fatto sicuramente da persone competenti, di ovviare a questi squilibri nutrizionali miscelando in modo meticoloso diversi ingredienti freschi ed in polvere ed integratori al fine di far quadrare questi famosi “conti” che sono in fin dei conti i fabbisogni della “macchina” petauro. Frullando il tutto e somministrando la miscela si annulla l’effetto di scarto di alcuni alimenti e la dieta gerarchica, in fin dei conti ci si toglie dalla dieta “casuale”.  Gli aspetti negativi di questa dieta sono, a mio giudizio, il cercare in modo esasperato ed inutile di aumentare la gamma degli ingredienti secondo il principio del “più sono meglio è” (sicuramente non dal punto di vista pratico). Se ad esempio ho bisogno di un nutriente a livelli di 10 mg/kg posso mettere un ingrediente che contiene già 10 mg oppure uno che ne contiene 7mg ed aggiungere poi 3 mg con l’integrazione. La dieta SGS2 fa questo ragionamento: metto i seguenti ingredienti con le seguenti concentrazioni dell’elemento in mg kg: A8mg+B12mg+C5mg+D5mg+E1mg+F19mg+G4mg+H6mg il tutto diviso per 8 ingredienti (per semplificare messi in parti uguali) ed ecco che viene 10 mg kg. Credo che sia un’inutile elucubrazione mentale pur avendo identificato con precisione l’obiettivo finale.

Alan: In questi anni come nutrizionista per animali esotici, so che hai creato un prodotto anche per il petauro, in parole povere di cosa si tratta?

Stefano: Noi produciamo mangimi completi per petauri da qualche anno. Si tratta di alimenti in polvere che possono essere somministrati secchi o inumiditi raggiungendo la consistenza di una polenta o di una pasta frolla. Sono miscele di farine ed alimenti disidratati mescolati a freddo ed addizionati di integratori opportunamente dosati. Furono messi a punto presso le stazioni di quarantena degli importatori perché nacque l’esigenza di un alimento di supporto per gli animali in difficoltà che normalmente vi erano nelle varie “partite”.

L’Unifeed nasce come mangime completo cioè garantisce le maggiori performance di salute e benessere se somministrato come unico alimento… ogni volta che si integra un alimento completo lo si sbilancia, cioè si inficiano i conti del formulista (cioè si tagliano o si sommano le quantità di alcuni nutrienti), poi chiaramente il pezzettino di frutta (per il famoso contenuto del 90% di acqua) non va ad influenzare più di tanto la composizione della razione (è come se bevesse un po’ di più).

Alan: Pro e contro il tuo prodotto

Stefano: Partiamo dai contro: indubbiamente è un alimento che per quanto molto appetibile e gradito può risultare monotono da un punto di vista psicologico del petauro (ho spiegato che dosi “omeopatiche” di altro sbilanciano in modo trascurabile la formula);

I pro sono di gran lunga superiori ai contro: a parte l’aspetto secondario della praticità, si garantisce al petauro la presenza di tutti i nutrienti quali proteine, grassi, macro e microelementi, vitamine (sono una cinquantina) correttamente dosati ed inoltre un giusto apporto calorico che con le diete tradizionali spesso viene a mancare (con l’unifeed è possibile abbassare la temperatura del locale ove sono presenti i nostri beniamini). Ciò è spiegabile in quanto un animale tropicale e di piccole dimensioni è progettato per disperdere il calore non per conservarlo, alle nostre temperature delle “mezze stagioni” sarà sempre sull’orlo del percepire freddo più che caldo. La frutta (in particolare la nostra) è un alimento poco calorico e molto voluminoso quindi ha la prerogativa di riempire lo stomaco senza dare energia (è come se fosse un tè zuccherato strutturato in forma solida.  Si potrebbe pensare che sia un finto problema ovviabile semplicemente fornendo accanto alimenti più “densi” dal punto di vista calorico come le larve, il problema è che il petauro ha una capacità ingestiva limitata, cioè non può mangiare 70 cc di alimento al giorno e se si riempie di frutta (per suo gusto o per ordine di somministrazione) poi non riesce a compensare col cibo calorico (a meno di non tenerlo costantemente a 35°C).

Alan: Considerando quindi quest’ultima risposta, ritieni che l’utilizzo della farina d’avena nella dieta SGS2 possa sopperire il problema dello scarso apporto calorico di frutta e verdura? In inverno quando le temperature sono meno confortevoli, la dose di farina d’avena viene raddoppiata per aumentare il metabolismo.

Stefano: La farina d’avena è un alimento amilaceo con pochi grassi, ha un potere calorico simile alla frutta disidratata, ma rispetto alla frutta fresca a parità di volume avrà 8 o 9 volte le calorie in più (proprio perché senza acqua), quindi per il concetto di quantità ingessiva limitata di sostanza secca se il suo apporto è a scapito della frutta fresca vi sarà un aumento calorico senza dubbio. Il concetto è che sicuramente la farina d’avena non può essere in ogni caso processata secca dall’organismo ma verrà idratata con l’acqua di bevanda quindi sembra contraddittorio quello che ho detto ma la quota per “utilizzarla” è inferiore a quella che ad esempio contiene la frutta.

Alan: Per le persone che decidono di seguire la dieta tradizionale, quale consiglio puoi dare? così per chi, come me, segue la dieta SGS2.

Stefano: A chi segue la dieta tradizionale di ridimensionare il valore di frutta fresca che è un alimento molto diluito. Ha valore per l’homo sapiens perché similmente alle altre scimmie antropomorfe, le cavie ed i pipistrelli non riesce a sintetizzare la vitamina C ed è costretto ad introdurla preformava, pena l’insorgere di gravi patologie. La maggior parte delle specie animali invece la sintetizza nel fegato o nel rene e non è necessaria la sua introduzione. Un cane o un gatto possono mangiare esclusivamente alimenti cotti quali crocchette per tutta la vita senza problemi (la vitamina C salta con la cottura). Non credo vi siano studi sulla vitamina C nei petauri, statisticamente dovrebbe “farsela in casa” come la stragrande maggioranza degli esseri viventi, noi comunque la mettiamo nei nostri alimenti come antiossidante. A chi segue la dieta SGS2 faccio i complimenti per l’impegno e per il “salto mentale” che porta a comprendere che un alimento unico o quasi come somministrazione ma con molti alimenti dosati, acquista valore se è volto a soddisfare le esigenze dei nutrienti (parlo di mettere numi affianco a dei nomi). Tutti sanno l’elenco delle vitamine, in pochi sanno le dosi necessarie.

 Alan: Sei stato gentilissimo, presto ti disturberò per altre domande a carattere clinico. Grazie della disponibilità.

Stefano: Grazie a te

Crediti


La realizzazione di questo sito web è resa possibile grazie a moltissime ore di ricerca, di studio e alla collaborazione di alcuni allevatori e possessori di petauri nel mondo.

 

Nuria Perez, Petauromania, Spagna

Erika De la Fuente, Spagna

Lorena Alvarez, Argentina

Marie Bannister, Uk 

Clinica veterinaria Isola verde, Milano

Dott. Fabio Gnali, Brescia

Dott. Kiumars Khavidi-Dinboli, Milano

Dott.ssa Alessia Imperatore. Clinica veterinaria CHeCKUP VET, Salerno 

Dott. Stefano Figurella, Reggio Emilia

Dott.ssa Sara Anselmo, Brescia

Dott. Federico Sgorbati, Brescia

 

Libri

Sugar Gliders: The Complete Sugar Glider Care Guide. 2012 – Sandy Duncan

Sugar Gliders: The New Owner’s Guide to Sugar Glider Care. 2015 – Sarah Yee

Sugar Gliders. 2016 – Caroline Wightman 

Sugar Glider. Sugar Gliders As Pets. 2017 – Celeste Truman.

SUGAR GLIDERS AS PETS: The ultimate guide on how to care, train and housing Sugar Gliders as Pets. 2021 – Stacy Miller

SUGAR GLIDERS: The comprehensive guide on how to care, train and housing Sugar Gliders as Pets. 2021 – Paula Weiss Weiss 

 

WEB

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1094919409000164?via%3Dihub

https://www.msdvetmanual.com

https://sugargliderguardians.com.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19341949/

https://nessexotic.com/wp-content/uploads/2022/04/Sugar-Glider-Care.pdf

https://arborviewah.com/wp-content/uploads/2021/04/Sugar-Gliders.pdf

https://www.sugargliderfoundation.org

https://ielc.libguides.com/sdzg/factsheets/sugarglider/summary

https://www.wikihow.it/Allevare-Insetti-da-Pasto

http://www.ciliatus.it/index.php?a=articles&art=6&fbclid=IwAR0Pw9CHxWuB2d4xkCUafZID2crMG4ECKZrMQm2Ommee0WTRFaHAXDiWJLg

https://www.sugargliderinfo.org/pages/sugar-glider-cage-guide

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